UNA PROPOSTA SULLA “QUESTIONE DI SISTEMA”

INSORGENZA DEMOCRATICA DEI CITTADINI

• di Carlo Viscardi, presidente associazione “Arcipelago” - membro coordinamento politico nazionale “Adesso”

30-03-2021

Molto utile la riflessione di Franz Di Maggio sulla crisi del sistema politico, alla quale vorremmo contribuire confermando quanto la questione all’ordine del giorno sia realmente una “questione di sistema” e non soltanto una “questione politica" in presenza di una conclamata catastrofe del ceto politico, come la definisce Massimo Cacciari. E’ una crisi di sistema che ha condotto una classe dirigente “senza progetto” ne “visione” , di cui la politica è solo una parte, alla bancarotta.
In presenza di cambiamenti epocali come quelli cui assistiamo siamo chiamati ad affrontare la crisi del sistema democratico e di un sistema di rappresentanza di origine ottocentesca e , come sostiene Franz, a “ripensare” al sistema.
A mio avviso quindi si tratta di un processo costituente che solo i cittadini possono realizzare per decidere della propria vita, per decidere la politica e le politiche; è ad una “insorgenza democratica dei cittadini” che pensiamo! A chi chiede un futuro e sostiene che “sognare non nuoce” occorre dare risposte intellettualmente più oneste, senza una insostenibile e costante manipolazione della realtà. È un impegno per riscrivere nuove regole del nostro vivere insieme, …” una non più rinviabile riforma del sistema costituzionale” per ridare la parola ai cittadini.
Solo un “pensare democratico” ci fa comprendere come l’iscrizione al raggiungimento della “maggiore età” ed il conseguente “voto” non possono più essere categorie sufficienti ad esprimere “Democrazia”.
Solo l’iscrizione, di volta in volta, ad un pubblico registro degli elettori attivi da parte dei cittadini che intendono partecipare in modo cosciente e consapevole alla “governance” della “cosa pubblica” potrà garantire il passaggio alla Democrazia del Terzo Millennio. Sono necessari più poteri di controllo, con un riequilibrio tra i poteri come l’istituto dello “spoil system”, la revocabilità delle cariche, ecc. Si tratta di un lavoro di lunga durata che dovrà essere fatto anche con gli “enti sociali”; veri portatori di interessi collettivi di persone che fanno politica tutti i giorni ma che in politica non sono presenti quotidianamente.
Tutto questo mentre l’economia è allo sbando, una terribile pandemia viene gestita tra vanità personali e spregio delle istituzioni e misure che stanno ad indicare un’azione di governo pressoché inesistente pure caratterizzata da generici, incompleti e perciò imbarazzanti progetti di utilizzo dei fondi europei.
Mettersi in rete e di diventare protagonisti, al fine di riprendersi la politica nel suo significato alto e di abbandonare al proprio destino chi ha amministrato politica ed istituzioni al proprio servizio. Non è di una “Democrazia decidente” che si vuole ma di una Democrazia che “superi” la differenza tra chi ha il potere e chi invece non ce l’ha, sviluppando sul territorio un confronto informato, acceso e aperto al punto di vista degli altri al fine di liberare conoscenza, produrne di nuova e favorire il cambiamento delle idee lanciandosi in nuovi modelli di sperimentazione democratica.

Filighera

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