LA BUONA POLITICA RIPARTE DALLE PERSONE E DALLE COMUNITÀ

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PICCOLO È BELLO, IN RETE DI PIÙ

di Franz Di Maggio, coordinatore politico nazionale "Adesso"

19-03-2021

Nella diretta facebook di lunedì scorso abbiamo narrato con Giorgio Barbarini, esperto conoscitore sul campo della questione curda, una piccola storia del “confederalismo democratico” e di come sia stata applicata con successo in quelle terre lontane, e in una situazione geo-politica indubbiamente complicata.
In Italia di federalismo si è molto parlato, specie a sproposito.
Non di quel federalismo che ebbe Carlo Cattaneo come ideologo e anticipatore dei tempi, nemmeno di quello post-unitario di Emilio Lussu (tra poche settimane corre il centenario del Partito Sardo d’Azione di cui Lussu fu padre fondatore), nemmeno di quel federalismo molto nordcentrico ma ancora terra di possibile discussione di Gianfranco Miglio.
Purtroppo la visione federalista viene invece associata al più bieco ed egoista rigurgito padano, che non ha conservato nulla nemmeno del pensiero del suo ideologo storico. Che confonde senza vergogna autonomia e indipendentismo.
Con buona pace dei grandi federalisti europei come Altiero Spinelli e Ernesto Rossi che sognavano un’Europa dei popoli democraticamente federata e non certo quella degli affari, delle banche, delle multinazionali, per poi finire totalmente asservita dalle “Big Pharma” in tempo di pandemia.
Ed è con queste premesse, sapendo bene che oggi il 48% degli italiani non saprebbe chi votare o – peggio – pensa seriamente di “andare al mare” invece che votare (quando si potrà!) - affermiamo che è necessario ADESSO, un nuovo grande movimento popolare, che parta dal basso, dalle istanze delle persone e delle comunità, facendo delle buone pratiche politiche tesoro di una rete di territori confederati nel segno di una solidarietà vincente che tenga conto delle peculiarità e delle istanze delle persone e dei governi locali. Istanze che da molto tempo i “palazzi romani” sembrano ignorare.
Sarà più facile parlare alle comunità di resistenti curdi come Abdullah Ocalan – da troppo tempo incarcerato e confinato in un’isola lager turca – o agli italiani stanchi di promesse, di troppe parole o di troppi silenzi? Noi ci proviamo. Ed è per questo che ti chiediamo di crederci e organizzare le nostre federazioni e unità territoriali. Un movimento snello che deve – specie per la situazione attuale – essere presente sui social, ma che sa molto bene che si vince o si perde per quanto si ascolta e si riesce a essere ascoltati. Nessuno è più solo. ADESSO c’è.