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L'IMPORTANZA DEL FATTORE UMANO

COMUNITA' CHE GUARDANO AL FUTURO

di Marco A. Braga, coordinamento nazionale "Adesso"

13-04-2021

La pandemia che tutti abbiamo, malgrado nostro, imparato a conoscere e con la quale stiamo convivendo da oltre un anno ormai, ha messo in luce, tra le altre cose, quanto sia importante costruire e coltivare solide relazioni personali con gli altri.
Confinati in casa, alle prese con una mobilità fortemente limitata e una quotidianità alla quale eravamo abituati e sulla quale ci siamo pigramente adagiati completamente stravolta, abbiamo trovato attraverso la condivisione con le altre persone un sostegno per sentirci meno soli e fragili.
Ed è proprio questa esperienza che stiamo vivendo che deve portarci a prendere atto che è necessario impegnarsi per costruire un modello di società nella quale viene riconosciuto il valore fondamentale dei rapporti umani come base per lo sviluppo di una comunità.
Occorre mettere l’uomo al centro, con le sue esigenze, peculiarità e le sue legittime aspirazioni, che devono però combattere forme di individualismo esasperato che sfociano in comportamenti meramente egoistici ed autoreferenziali e che ci autoconvincono che il nostro benessere dipende solamente dalla realizzazione di un obiettivo personale, slegandolo dall’ambiente generale nel quale siamo chiamati ad operare e anche spesso a discapito di chi condivide con noi il medesimo “spazio”.
Questo atteggiamento "miope" è controproducente per noi stessi prima di tutto che ricerchiamo in maniera disperata un successo individuale che non può essere mai completamente soddisfatto perché ogni traguardo superato diventa soltanto una tappa intermedia per puntare a qualcosa di sempre più grande e difficile da raggiungere, diventando fonte di ansie, frustrazioni e rimorsi, che trasforma la nostra vita in una gara perenne con noi stessi e con gli altri per ottenere "cinque minuti di compiacimento", effimero, passeggero e che finito, in breve tempo, ci riporta al punto di partenza.
Non ci accorgiamo invece che è attraverso la condivisione, l’interazione e lo scambio reciproco e continuo tra esseri umani che possiamo fondare comunità di individui all’interno delle quali ogni traguardo personale diventa fonte di ispirazione e motivo di soddisfazione anche per gli altri e contribuisce alla crescita e allo sviluppo del nostro ambiente comune.
Questa ricostruzione non può che partire dal basso, dal nostro territorio che, per motivi di necessità, nel corso dell’ultimo anno abbiamo riscoperto o in alcuni casi imparato a conoscere per la prima volta e verso il quale dobbiamo indirizzare i nostri sforzi per valorizzarlo e renderlo specchio di una comunità che crede fortemente nel potenziale umano, che difende le libertà personali e che attraverso la solidarietà tra individui si adopera per il benessere collettivo.
Non possiamo pensare di cambiare il mondo senza prenderci la responsabilità di cambiare il nostro ambiente circostante, perché solamente curando e coltivando il nostro terreno possiamo sperare di realizzare in futuro un enorme “giardino” fiorito e rigoglioso.
Impegniamoci ADESSO, perché siamo già in ritardo di parecchio.