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RICORRENZE

QUANDO SI FA L'ITALIA?

di Marco Alex Braga, membro del coordinamento nazionale "Adesso"

18-03-2021

“Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani” si diceva ai tempi di Massimo D’Azeglio.
Non sono mai stato d’accordo con questa affermazione.
Gli italiani c’erano già, è l’Italia che è mancata.
È mancata cioè la costruzione di una nazione che rispondesse alle necessità delle popolazioni italiane che vivono in questa penisola da migliaia di anni e soprattutto ne rispettasse storia, cultura, tradizioni e specificità.
Noi italiani, direi a partire dall’Impero Romano, condividiamo delle "particelle comuni" che ci uniscono e si sono rafforzate nel tempo con le continue interazioni tra i popoli che abitano questa meravigliosa parte d’Europa.
Noi italiani amiamo la famiglia e creiamo un legame indissolubile con essa anche quando i rapporti si deteriorano.
Costruiamo forti relazioni sociali e la condivisione con gli altri è parte integrante della nostra vita quotidiana.
Siamo alimentati da forti passioni, viviamo di grandi emozioni e spesso cadiamo preda dei nostri istinti.
Lo spirito d’avventura, il gusto per l’esplorazione, la curiosità e la sete di conoscenza animano costantemente la nostra propensione al viaggio, anche se nessun luogo al mondo ci sembra “bello” come casa nostra.
L’ingegno e la creatività ci aiutano spesso a superare momenti di estrema difficoltà, supportati da un forte senso pratico e da una certa dose di sana furbizia.
Possiamo vivere ovunque ma ci adoperiamo sempre per rendere il nostro nuovo spazio più “italiano”.
Nel corso dei secoli però, le trasformazioni che hanno attraversato il nostro territorio hanno portato allo sviluppo di un “DNA locale” che identifica, in modo più o meno marcato, una determinata comunità che occupa ogni lembo di questa terra.
Una specificità che ha costruito nel tempo realtà vive che, grazie all’indispensabile conoscenza delle esigenze del luogo in cui sono nate, ha fatto in modo che esse fiorissero e prosperassero, lasciandoci in eredità la più grande opera d’arte del Mondo, cosa della quale non dovremmo scordarci mai.
Quindi, per tornare alla questione iniziale, quella che è mancata dal 1861 ad oggi è la stata la realizzazione di uno "Stato Italia" in grado di esaltare le nostre località ed al contempo rafforzarne la collaborazione con le altre, unendole in un ideale comune di progresso e sviluppo.
Una costruzione che è possibile soltanto ascoltando i territori e i popoli che ivi risiedono, partendo cioè da una visione dal “basso” delle cose, dal particolare che però non può e non deve essere mai autoreferenziale ma si deve fondere in un'unica “mente dotata di diversi corpi”.
Insomma è giunto il tempo di fare l'Italia perché gli italiani da troppo tempo stanno aspettando.