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LA PROPOSTA DEL MINISTRO BIANCHI

Osservazioni sul Piano Scuola per l’estate 2021

di Rossana Cetta, coordinamento nazionale "Adesso"

08-05-2021

Senza entrare nei dettagli del Piano fatto circolare con Nota 643 del 27 aprile nelle scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia, diciamo subito che l’iniziativa non ha incontrato l’entusiasmo né dei docenti né di molti dirigenti scolastici, per ovvi motivi.
Dopo un anno di lavoro difficile e faticoso in cui abbiamo superato enormi difficoltà, consumato tanto tempo per non lasciare indietro nessuno, continuando non solo ad insegnare ma soprattutto a mantenere un rapporto di dialogo e di partecipazione nella comune accettazione delle regole e delle restrizioni, siamo alla fine stanchi e vogliamo riposarci, meritatamente, alunni e professori. Ma non è solo questo. Il ministro ci ha regalato un magnifico vestito, elegante e bellissimo, dimenticandosi però che non abbiamo le scarpe nemmeno dei giorni feriali. Il progetto di per sé è un sogno che si pretende di realizzare adesso o mai più, data la consistenza delle risorse disponibili come mai prima si era visto nella storia della scuola italiana; tuttavia, come sempre accade, i sogni cozzano con la realtà effettuale, con le condizioni esistenti, la mancanza di strumenti da utilizzare, le competenze, il fattore tempo e tanto altro.
Dico subito che io personalmente ho sempre coltivato l’idea di una scuola inclusiva e radicata nel territorio nonché sostenuta dall’intera comunità, anche in considerazione del fatto che in certe aree, soprattutto del Sud, la scuola è l’unico baluardo contro la barbarie dilagante, e sono certa che la strada da percorrere per il futuro è questa, senza se e senza ma. Ciononostante è tutto di là da venire. A dire il vero, questa scuola integrata che vedrebbe finalmente spezzato il proprio isolamento rispetto alla vita comunitaria noi docenti l’abbiamo sempre professata e dichiarata in tutti i POF, PTOF, PEI, PEC, che però rimanevano vuote parole per l’adempimento della Burocrazia ministeriale. Oggi, a causa della pandemia che ha travolto le nostre vite, tutto si presta all’esigenza del cambiamento e il tentativo del nuovo Ministro di rendere reali quelle che erano vuote parole sui documenti è assolutamente encomiabile. Tuttavia, rifacendomi alla metafora del bel vestito senza le scarpe, sarebbe stato necessario preparare anzitempo le scuole, ma soprattutto efficientarle a partire dagli edifici e dalle strutture. Tanto per fare solo alcune osservazioni nel merito, la maggior parte degli istituti scolastici non consente la permanenza nelle aule già da maggio perché il caldo è asfissiante e non ci sono climatizzatori, immaginare poi di rimanerci con le mascherine è da suicidio. Molte scuole non hanno palestre né aula magna e sono dislocate in luoghi lontani da qualsiasi centro. Se parlo della mia scuola, ad esempio, essa è ubicata in una frazione di un piccolo comune con un’utenza molto estesa che abbraccia numerosi paesi limitrofi, per cui già è difficile per gli studenti raggiungere la scuola nel normale orario scolastico, figuriamoci nel pomeriggio, con un sistema di trasporti del tutto inadeguato. Per quanto riguarda l’extrascuola, pur essendo presenti nel territorio diverse associazioni sportive e ricreative, esser non risultano affatto influenti dal punto di vista culturale e non sono nemmeno tanto frequentate dai ragazzi; bisognerebbe quindi crearle di sana pianta per consentire una collaborazione fattiva con le scuole. In aggiunta, gli Enti locali non sempre riescono a svolgere bene il loro ruolo, presi come sono dagli interessi propriamente politici, che antepongono agli interessi delle comunità di cui sono esponenti.
Detto questo, mi sento di ringraziare dal profondo del cuore il Ministro che ha messo in campo una simile iniziativa, pur sapendo che il cammino è ancora lungo e con mille difficoltà. Le condizioni ci sono ma non per tutte le scuole, ci vuole tempo, bisogna misurarsi con gli accordi di rete, con i sindacati, con gli Enti locali, misurare accuratamente le competenze nella scuola e nelle amministrazioni, convincere le famiglie a collaborare, perché la partita questa volta è fondamentale e bisogna giocarla bene.
Per aspera ad astra!