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Sergio Aquino

Indagine all'ombra del Mab

recensione di Elsa Flacco

04-04-2021

Si può trasfondere la passione civile e politica di una vita all’interno di un romanzo, anzi di tre? In Indagine all’ombra del Mab di Sergio Aquino, pubblicato nel 2008, cui seguiranno negli anni successivi Sangue sui rifiuti e Giustizia islamica in un’ideale trilogia, si legge il desiderio di raccontare Cosenza e la Calabria nell’ottica di un uomo innamorato della sua terra e inorridito dalla situazione in cui è precipitata da decenni, adagiata in un degrado che potrebbe apparire irreversibile, ma non a chi ha sempre cercato di fare la propria parte, come imprenditore, come politico, come cittadino, per risollevarla.
Sergio Aquino è uno di noi, uno di Adesso. A lungo manager nel settore petrolifero, ha sempre fatto politica senza temere di schierarsi, nettamente e con coraggio, dalla parte di chi combatte quotidianamente contro i fantasmi che incombono opprimenti sulla realtà calabrese: la corruzione, il malaffare, le malversazioni e l’istituzione-ombra che tutto manovra, la ‘ndrangheta. Quella che fino a qualche decennio fa era narrata come la più “primitiva” e marginale delle mafie, dopo essere sopravvissuta alle stagioni di risveglio dello Stato contro Cosa Nostra e camorra (nettamente ridimensionate almeno per quanto riguarda i vertici criminali e la presa sulla società e oggetto, soprattutto la prima, della generale esecrazione della società civile), si è rivelata la più solida, intraprendente e ramificata, riuscendo a impiantarsi nel Nord Italia e all’estero e a condizionare sempre più drammaticamente la vita nella regione d’origine.
Ma si può raccontare la ‘ndrangheta, il suo potere, la sua spietatezza, le sue infiltrazioni, in un romanzo? È quello che ha cercato di fare l’autore di Indagine all’ombra del Mab, dando vita a una trama sapientemente costruita, nella quale quattro personaggi con fisionomia, provenienza e storie personali lontanissime, Chiara, Carlo, Pietro e Claudio, finiscono per intrecciare inaspettatamente i propri destini proprio a Cosenza. Il Mab è il museo all’aperto della città, che le conferisce un’impronta di modernità e dinamismo, in contrasto con altre dinamiche, quelle feroci che dominano la vita sociale, economica e politica. Proprio “all’ombra del Mab” le strade dei quattro si incontrano, all’interno di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia che li vede protagonisti in ruoli diversi e complementari, con risvolti che non sveliamo per non togliere il piacere di scoprirli leggendo, visto che non manca una giusta dose di suspense a tenere avvinti alle pagine.
Sergio Aquino rivela notevole maestria nel condurre le fila della vicenda, i rapporti tra i protagonisti e gli altri personaggi, apparentemente secondari ma necessari all’ambientazione e alla ricostruzione del contesto: l’ispettore Mancuso, il boss Morabito, la giornalista Cristina, il testimone Antonio, il giudice Macrì. E, su tutti, quella che si rivela alla fine la vera protagonista, la città di Cosenza con i suoi problemi e contraddizioni, il condizionamento della malavita con la sua violenza e i macabri rituali, e la voglia di scrollarsi di dosso le incrostazioni criminali con le loro ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini: una condizione che è il riflesso della situazione dell’intera Calabria.
Un romanzo, questo di Sergio Aquino, che è un atto d’amore verso la sua terra da parte di un cittadino attivo e partecipe, che ha fatto dell’impegno una ragione di vita, come dimostra la sua presenza come membro fondatore di Adesso e la scelta di presentarsi in una delle liste civiche in appoggio a Luigi De Magistris candidato presidente della Regione Calabria, nelle elezioni regionali che si terranno nel prossimo settembre. Un'avventura importante che gli auguriamo fortunata, per il bene della sua regione e di tutto il Paese.